La morte è soltanto il principio! (La mummia)

Cosa avete fatto a Solange

Cosa avete fatto a Solange di Massimo Dallamano

Trama: In un collegio femminile inglese, un maniaco sessuale uccide ripetutamente: il professor Rosseni indaga e viene a sapere che ognuna delle ragazze morte conosceva una misteriosa Solange. Questa pista lo conduce alla scoperta del colpevole, naturalmente insospettabile.

Commento: Massimo Dallamano realizza un giallo controcorrente piuttosto riuscito, anche se il termine controcorrente, in questo caso, è sinonimo purtroppo di reazionario visto che il regista sembra aver voluto assumere una posizione d’accusa nei confronti di un gesto, l’aborto appunto, in quel periodo al centro delle rivendicazioni sociali, soprattutto femminili (la legge sull’aborto si ottenne in Italia però solo nel 1978). Sono, infatti, giovani donne le vittime dell’assassino, in un primo momento camuffato da religioso bigottismo cattolico (la scuola è una scuola cattolica e l’assassino si traveste da prete), che poi si scopre essere il padre stesso della ragazza. Anche la modalità d’esecuzione (un coltello fra le gambe delle vittime), oltre a mantenere un carattere misogino tipico del thriller all’italiana, sembra celare una sorta di monito che forse, nel periodo in cui la pellicola uscì, può aver avuto effetto su qualche ragazza (se si considera soprattutto che il target di queste pellicole era spesso popolare). A parte questo elemento bisogna dare atto che il film non è brutto e che la sceneggiatura è particolare, anche se qualche espediente non è così originale, come l’inizio per esempio, ripreso chiaramente da L’uccello dalle piume di cristallo (1970) di Dario Argento, nel quale si assiste all’omicidio ma si è perso qualche dettaglio che solo più in la guadagna il giusto spazio e sembra avviare verso la soluzione. Divertente e d’effetto l’uso di far uscire il nome della ragazza traumatizzata, Solange (che dà titolo al film) solo dopo metà della pellicola, quando cioè si mostra necessario dare una sferzata alle indagini ed aprire una nuova strada che abbia l’effetto di incuriosire lo spettatore. Anche la posizione della moglie del professore, Herta Rosseni, dapprima raccontata come possibile assassina e poi trasformata in complice del marito nelle indagini, ha qualcosa di efficace a livello strutturale ma qualcosa d’inquietante a livello narrativo: la famiglia si ricompone nonostante il tradimento, ed è sulla donna che si posa la mano di Solange, come se il personaggio di Herta Rosseni possa essere rappresentare una sorta di castità morale e famigliare. La sequenza migliore del film è l’omicidio di Elizabeth nella vasca da bagno, girato quasi tutto con la soggettiva dell’assassino e davvero efficace. Scorrendo fra i titoli di testa, infine, compaiono i nomi di Ennio Morricone alle musiche (dirette da Bruno Nicolai), del futuro regista Aristide Massaccesi (Joe D’Amato) come direttore della fotografia, e tra le attrici Camille Keaton, nipote del celebre Buster Keaton , e che nel film è proprio Solange.

Regista: Massimo Dallamano

Attori: Fabio Testi, Camille Keaton

Lingua: Italiano

Casa Produttrice: CVR

Data Uscita Film: 1972

Supporto: VHS

Rarità:

Valore: 100€


Voto:


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