Wendy, la mazza! (Shining)

Quattro mosche di velluto grigio

Quattro mosche di velluto grigio di Dario Argento

Trama: La vicenda è ambientata a Milano. Roberto, un giovane batterista (Michael Brandon), è ossessionato da uno strano individuo, un signore di mezza età distinto ed elegante, che sembra pedinarlo in continuazione, dalla strada al posto di lavoro. Una sera, uscito dalla sala di registrazione, decide di seguirlo. L'individuo si reca in un teatro dismesso, e Roberto, senza volerlo, dopo una breve collutazione lo uccide con un coltello. Qualcuno ha visto però tutto. Non solo, ha anche fotografato la scena. Una misteriosa persona mascherata da pupazzo ha infatti fotografato l'omicidio dal loggione, e nei giorni seguenti ricatta Roberto, che confessa dopo qualche tentennamento alla moglie Nina (Mimsy Farmer) di aver assassinato un uomo. Il rapporto tra i due è già in crisi, e la donna, molto scossa da telefonate anonime ricevute nel cuore della notte, fotografie del delitto trovate in casa durante una festa (addirittura il misterioso ricattatore troverà il modo di entrare in casa ed aggredire Roberto) decide di andarsene per un po' di tempo, pregando il marito di fare altrettanto. Ma Roberto tutto vuole fare fuorché fuggire davanti al misterioso ricattatore, anzi decide di indagare per suo conto. L'affare si complica quando la domestica, che aveva capito l'identità dell'assassino, e cercava di ricattarlo, viene seguita e barbaramente assassinata in un parco cittadino. Grazie all'amico Diomede, chiamato anche Dio, (Bud Spencer), un bizzarro individuo che vive in una baracca sul fiume, Roberto decide di assumere Gianni Arrosio (Jean-Pierre Marielle), investigatore omosessuale che non ha mai risolto un caso. Ma questa volta però Gianni nota un particolare alquanto strano, e dopo un pedinamento viene assassinato nei bagni della metropolitana con un'inizione al cuore di veleno. "Per la prima volta nella mia vita ero vicino alla soluzione di un caso", sono le sue ultime parole "ma l'assassino mi ha fermato per sempre"... Anche Dalia (Francine Racette) l'amante di Roberto viene aggredita e brutalmente assassinata. La polizia scientifica però vuole tentare un esperimento innovativo e rivoluzionario, ovvero estrarre una pupilla della donna e vedere se la retina ha "fotografato" il volto dell'assassino nel momento della morte, sicuramente l'ultima immagine vista dalla donna. In passato l'esperimento ha dato risultati positivi, aiutando addirittura ad identificare l'assassino. Questa volta però l'immagine ottenuta è ambigua: quattro mosche grigie disposte a semicerchio... Che significato hanno le quattro mosche? E soprattutto chi è l'assassino?

Commento: Quattro mosche di velluto grigio è il primo film in cui Argento inserisce, seppur incidentalmente, elementi soprannaturali nella trama, rappresentati in questo caso dai ricorrenti incubi di Roberto e dalle "precognizioni" che li accompagnano, come si scoprirà alla fine del lungometraggio.Non nuovi invece gli escamotage scientifici, cui già si era fatto ricorso ne L'uccello dalle piume di cristallo (1969), per spiegare le pulsioni dell'omicida, e ne Il gatto a nove code (1970), per spiegare la tendenza a delinquere dell'assassino. È appena il caso di dire che la tecnica scientifica cui fa riferimento il film, futuribile negli anni settanta, risulta oggi implausibile. Accanto a tali elementi, il film si distingue per una tendenza al comico/grottesco che non si ravvisava nei film precedenti e che andrà gradualmente scemando nei thriller di Argento, già a partire dal successivo Profondo Rosso (1975): in tale ottica vanno inquadrati i ruoli e le interpretazioni di Bud Spencer, di Oreste Lionello (il Professore, amico di Diomede), di Gildo di Marco (il postino), Corrado Olmi (il portinaio) e, pur con una coloritura malinconica, se non tragica, Jean Pierre Marielle, i quali hanno comunque un ruolo rilevante nella stessa vicenda "gialla". Secondo quanto affermato dallo stesso Argento, il film, nel descrivere il menage fra Roberto e Nina, contiene alcuni riferimenti autobiografici. Lo stesso Michael Brandon fu scelto dal regista perché gli somigliava vagamente, come pure Mimsy Farmer, scelta per il ruolo della moglie del protagonista dopo aver repentinamente scartato altre attrici candidate al ruolo di Nina Tobias, assomigliava ad una ex del regista romano. Quattro mosche di velluto grigio è l'unico film di Argento a non essere uscito nel mercato italiano in VHS e mai in DVD, per problemi legati alla sua distribuzione. I diritti di riproduzione del film originale sarebbero infatti detenuti in parte dalla Paramount Pictures, che pare essersi sempre disinteressata alla sua diffusione, nonostante la fama del regista, e in parte dalla SEDA spettacoli, ovvero la Società di distribuzione di Salvatore e Dario Argento (da cui appunto il nome); Il film è apparso saltuariamente in televisione, l'ultima volta attorno alla metà degli anni ottanta su Rete 4.

Regista: Dario Argento

Attori: Michael Brandon, Mimsy Farmer, Jean Pierre Marielle, Bud Spencer, Stefano Satta Flores

Lingua: Italiano

Casa Produttrice:

Data Uscita Film: 1971

Supporto: DVD

Rarità:

Valore:

Come Trovarlo: Impossibile


Voto:


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