Cannibal holocaust
Trama: Il film inizia con una veduta aerea della foresta amazzonica, accompagnata dalla musica di Riz Ortolani. Si apprende da un servizio televisivo che quattro giovani reporter, tre ragazzi e una ragazza (Jack Anders, Faye Daniels, Mark Tomaso e Alan Yates), incaricati dalla emittente televisiva BDC (evidente riferimento alla BBC) di girare un documentario sulle tribù che praticano il cannibalismo in Amazzonia, non danno più notizie da un mese. Il professor Harold Monroe viene incaricato di effettuare le ricerche e parte subito con una spedizione militare. A questo punto si alternano scene distensive della giungla e filmati di repertorio che mostrano fucilazioni e atti di cannibalismo. Uno dei militari che accompagna il professore muore, avvelenato da una freccia al curaro, e viene catturato un indigeno che stringe tra le mani un accendino. Il professore continua la sua ricerca, facendosi accompagnare da una guida, da un giovane indio e da uno schiavo indigeno. Nella foresta incontrano serpenti, tigri, caimani e sanguisughe. Trovano anche il cadavere scarnificato divorato dai vermi di un amico della guida e un gigantesco guscio di una tartaruga. La guida costringe lo schiavo a fare uso di cocaina, dopodichè l'indio squarta un topo muschiato: la ripresa è stata realizzata senza l'ausilio di effetti speciali, uccidendo realmente l'animale. All'improvviso con uno stacco si inserisce la sequenza di un'adultera che viene trascinata dal marito, violentata con un fallo di pietra e infine lapidata. La scena è sottolineata da un cupo sottofondo musicale. Il professore intanto raggiunge un villaggio dove il capo tribù gesticola indicando capanne bruciate e resti umani. La spedizione continua il suo cammino e giunge a un altro villaggio, abitato dagli indios Shamatari. Finalmente il gruppo giunge al villaggio dei cannibali, dove trova i corpi ridotti a scheletri dei reporter ed il materiale da loro girato. La spedizione viene invitata gentilmente a un pranzo cannibalico. Il professore torna a New York e visiona il materiale girato dai quattro reporter. Vengono mostrati cinque filmati: il primo è un filmato girato in precedenza dai quattro, e mostra fucilazioni e violenze terribili. É seguito da alcuni filmati girati in Amazzonia: i quattro scherzano e chiacchierano. Uno stacco fa vedere il professore che parla con i parenti dei ragazzi, e dalle loro risposte e dai loro atteggiamenti si comincia a insinuare il dubbio che i quattro non fossero persone particolarmente civili. Nel secondo video sono mostrate raccapriccianti uccisioni di animali in diretta. I reporter trascinano fuori dal fiume una gigantesca tartaruga e la sventrano completamente, tra il disgusto e l'eccitazione; quindi vi è l'uccisione di un'enorme vedova nera, una gamba amputata per il morso di un serpente e altre immagini di carattere antropologico. Nel terzo video i quattro entrano in un villaggio, radunano gli abitanti in una capanna e le danno fuoco, ardendo vivi gli indios. Intanto, mentre riprendono la scena con eccitazione, sostengono che siano stati altri indigeni a commettere il fatto. Si passa quindi a una scena di sesso tra Alan Yates e Faye Daniels, un accoppiamento quasi selvaggio che si svolge sotto gli occhi di un silenzioso gruppo di indigeni anziani. Nel quarto filmato c'è una scena sconvolgente, dove una donna incinta viene fatta partorire, il neonato viene lanciato in acqua e lei viene lapidata. Jack Anders, Mark Tomaso e Alan Yates poi inseguono una giovanissima indigena e la stuprano, sotto gli occhi sconvolti di Faye Daniels, che cerca invano di farli smettere. Alla fine i quattro impalano la povera ragazza e riprendono la scena, commentando il fatto e sottolineando il comportamento barbaro degli indigeni, come se il terribile gesto fosse colpa loro. Le scene finali del film mostrano la morte in diretta dei quattro reporter, catturati e sventrati dai cannibali. Jack Anders viene letteralmente fatto a pezzi ed evirato, Faye Daniels viene violentata e decapitata, mentre Alan Yates muore davanti alla telecamera, gridando: «Continua a girare!». Il film si conclude a New York, dove i dirigenti della BDC, disgustati, rinunciano a mostrare i filmati dei reporter. Il professore esce dagli studi perplesso e scioccato, commentando: «Mi chiedo chi siano i veri cannibali».
Commento: Cannibal Holocaust è considerato il più famoso e controverso film del genere cannibal. Alla sua uscita generò subito molte polemiche, per le vere uccisioni di animali e per il realismo di alcune scene, tanto che lo si credette uno snuff movie: per questo motivo fu intentata una causa contro il regista. Il film rafforzò la fama di Deodato come autore estremo, dopo il precedente Ultimo mondo cannibale. Nonostante le controversie, Cannibal Holocaust è considerato da molti un'interessante e cruda analisi della società civilizzata, nonché un lucido atto d'accusa contro i mass media, diversi anni prima di Assassini nati. Già dalle prime sequenze, Deodato fa capire quali siano secondo lui i veri selvaggi (mentre un reporter alla TV parla delle tribù cannibali, le immagini mostrano scene di vita in una città moderna). La scena tagliata dal film:in una foto di scena si vede un indigeno steso sulla riva di un fiume, con le gambe e i piedi divorati dai piranhas. Deodato ha dichiarato: «La scena credo sia stata girata (veramente non me lo ricordo), ma poi probabilmente è stata tagliata in fase di montaggio. Mi pare che fu eliminata perché i piranhas non sembravano veri». La scena più famosa e agghiacciante del film è quella della ragazza indigena violentata e impalata. Questa fu la scena che più di tutte sollevò il sospetto di essere snuff, ovvero girata dal vero con violenza reale. In realtà la ragazza fu fatta sedere su un sellino legato al palo e le fu messo un paletto appuntito sulla bocca, per dare la sensazione che il legno le avesse trapassato tutto il corpo. Comunque, il regista ha dichiarato che la ragazza indigena che interpretava la parte era veramente spaventata, durante lo stupro. Le riprese iniziarono il 4 giugno 1979 e durarono nove settimane. Gli interni del film furono girati a Roma, negli Studi De Paolis. Gli esterni furono girati, oltre che in Amazzonia e in Colombia, anche a New York. Deodato ha dichiarato di aver girato il film in un momento difficile della sua vita: in quel periodo stava divorziando da Silvia Dionisio e ha messo nel film tutto il dolore e la rabbia derivanti dalla separazione. Il regista ha affermato che l'ispirazione per la storia gli venne dal figlio, disgustato da tutte le immagini violente che vedeva nei telegiornali: «La storia me la suggerì mio figlio, che all'epoca non voleva guardare la televisione perché era scioccato da tutti i reportage violenti che passavano al telegiornale. La Censura: La prima del film avvenne a Milano il 7 febbraio 1980. Subito dopo a Roma e nella stessa Milano alcuni vandali imbrattarono i manifesti del film, che raffiguravano la donna impalata. Il 12 marzo 1980, a seguito della denuncia di un cittadino, il film fu sequestrato su tutto il territorio nazionale, sulla base di una vecchia legge fascista contro la tortura delle cavie. La pellicola venne accusata di essere «opera contraria al buon costume e alla morale». La United Artists, che produsse il film si ritirò, mentre i produttori chiamarono ben sette avvocati per difendere il film, tra cui anche l'avvocato Giuseppe Prisco. Il 4 giugno arrivò la sentenza: Deodato, lo sceneggiatore Gianfranco Clerici, i produttori e il distributore della pellicola furono condannati a quattro mesi di reclusione, 400.000 lire di multa e un mese di arresto, con la condizionale. Durante il processo Deodato chiamò i quattro attori protagonisti, per mostrare al giudice che erano vivi, e chiarì che le sequenze dei riti cannibali erano state fatte con l'ausilio di effetti speciali. Il regista e la troupe rischiarono ugualmente la galera quando emerse che le uccisioni di animali erano reali. Deodato si difese dicendo che le riprese erano state girate con spirito documentaristico.
Regista: Ruggero Deodato
Attori: Robert Kerman, Francesca Ciardi, Perry Pirkanen, Luca Barbareschi, Gabriel Yorke, Salvatore Basile, Lucia Costantini, Ruggero Deodato
Lingua: Italiano
Casa Produttrice: Dueppi
Data Uscita Film: 1979
Supporto: VHS
Rarità: 


Valore: 35€
Voto: 



